Castello Ursino Catania

Il Castello Ursino è la fortezza che Federico II di Svevia fece costruire a Catania a partire dal 1239, sul progetto attribuito a Riccardo da Lentini, lo stesso architetto del Castello Maniace di Siracusa. Ha una pianta quadrata con quattro grandi torri cilindriche agli angoli.

Quando venne costruito si trovava su un promontorio a picco sul mare. Nel 1669 la grande eruzione dell’Etna arrivò fino al castello: la lava riempì il fossato e avanzò verso il mare, e oggi il castello si trova a qualche centinaio di metri dalla costa, circondato dalla città. Il terremoto del 1693 lo danneggiò ancora, ma la struttura resse.

Dopo essere stato anche carcere, dal 1934 ospita il Museo civico, con collezioni di archeologia, sculture, dipinti e armi.

Cosa c’è vicino: la Pescheria e Piazza Duomo, a pochi minuti a piedi.

Teatro Antico Romano

Lungo via Vittorio Emanuele, nel centro storico di Catania, le case lasciano spazio a due teatri antichi. Il più grande, il Teatro Romano, venne costruito probabilmente nel II secolo d.C., forse su un teatro greco più antico, e poteva ospitare migliaia di spettatori. Accanto c’è l’Odeon, un teatro più piccolo usato per la musica e le prove.

Per secoli i due edifici rimasero nascosti sotto le abitazioni costruite sopra di essi; vennero scavati e riportati in vista solo a partire dall’Ottocento. Ancora oggi alcune case si appoggiano alle gradinate antiche, e il contrasto tra la città moderna e i resti romani è uno degli aspetti più belli della visita.

D’estate l’Odeon torna a ospitare concerti e spettacoli di danza.

Cosa c’è vicino: il Monastero dei Benedettini, poco più in alto, e la Casa di Giovanni Verga.

Ara di Ierone

Nel Parco archeologico della Neapolis, accanto al Teatro greco, si stende la base dell’Ara di Ierone II: un altare lungo quasi 200 metri e largo una ventina, il più grande del mondo greco. Lo fece costruire Ierone II, l’ultimo grande tiranno di Siracusa, e lo dedicò a Zeus Eleutherios, Zeus liberatore.

Secondo lo storico Diodoro, sull’altare si sacrificavano centinaia di animali in un solo giorno. Oggi resta soprattutto la base, scavata nella roccia: la parte superiore, fatta di blocchi di pietra, venne smontata nel Cinquecento per costruire le mura spagnole.

Cosa c’è vicino: il Teatro greco, la Latomia del Paradiso e l’Orecchio di Dionisio.

Orecchio di Dionisio Siracusa

L’Orecchio di Dionisio è una grotta artificiale scavata nel calcare della Latomia del Paradiso, l’antica cava di pietra del Parco archeologico della Neapolis. È alta circa 23 metri, profonda circa 65 e si stringe verso l’alto con un andamento a “S” che ricorda il profilo di un orecchio.

Il nome, secondo la tradizione, lo diede Caravaggio nel 1608, durante una visita a Siracusa insieme allo storico Vincenzo Mirabella. Colpiti dalla forma e dall’eco della grotta, la collegarono a Dionisio, il tiranno di Siracusa: una leggenda racconta che vi rinchiudesse i prigionieri per ascoltarne i discorsi da un’apertura in alto.

La funzione originaria della grotta è ancora discussa. L’acustica invece si prova di persona: basta un sussurro o un battito di mani per sentirlo rimbombare tra le pareti.

Cosa c’è vicino: il Teatro Greco, a pochi passi, e la Grotta dei Cordari, nella stessa latomia.

Informazioni utili: si visita con il biglietto del Parco archeologico della Neapolis.

Anfiteatro Romano Siracusa

L’Anfiteatro romano è il primo monumento che si incontra entrando nel Parco archeologico della Neapolis. È il più grande anfiteatro della Sicilia e uno dei più grandi d’Italia, lungo circa 140 metri. La sua datazione è discussa: le fonti lo collocano tra l’età di Augusto e il III secolo d.C.

La cavea ellittica è in parte scavata nella roccia. Al centro dell’arena si vede una vasca rettangolare sotterranea, che serviva per le macchine degli spettacoli.

Cosa c’è vicino: l’Ara di Ierone, il Teatro greco e la Latomia del Paradiso.

Teatro Greco Siracusa

Il Teatro Greco di Siracusa è scavato nella roccia del colle Temenite, dentro il Parco archeologico della Neapolis. La cavea, con un diametro di circa 138 metri, ne fa uno dei teatri più grandi del mondo greco.

La prima costruzione risale al V secolo a.C. La forma che vediamo oggi si deve all’ampliamento voluto da Ierone II nel III secolo a.C.; in età romana il teatro venne poi modificato per ospitare altri tipi di spettacolo. Secondo la tradizione, qui Eschilo presentò alcune sue tragedie alla corte di Ierone I.

Dal 1914, quando l’Istituto Nazionale del Dramma Antico mise in scena l’Agamennone di Eschilo, il teatro ospita ogni anno, tra maggio e giugno, il ciclo delle rappresentazioni classiche. Assistere a una tragedia al tramonto, sui gradini di pietra, è una delle esperienze più belle che offre Siracusa.

Dal 2005 il teatro fa parte del sito UNESCO “Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica”.

Cosa c’è vicino: nello stesso parco si trovano l’Orecchio di Dionisio e la Latomia del Paradiso, l’Ara di Ierone II e l’Anfiteatro romano.

Informazioni utili: orari e biglietti cambiano durante l’anno: conviene controllarli sul sito del Parco archeologico prima della visita.

Catacombe di San Giovanni

Sotto la basilica di San Giovanni alle Catacombe, nel quartiere Akradina, si estende una delle più grandi aree cimiteriali paleocristiane della Sicilia. Le gallerie vennero scavate soprattutto tra il IV e il VI secolo d.C.

Il percorso segue una galleria principale, chiamata decumanus maximus, ricavata in un antico acquedotto greco. Da questa si diramano ad angolo retto le gallerie secondarie, i cardines, con migliaia di loculi scavati nelle pareti. Lungo il cammino si aprono le rotonde, ambienti circolari nati da vecchie cisterne e usati per le sepolture più importanti, come la Rotonda di Adelfia, dove venne ritrovato il celebre sarcofago oggi al Museo Paolo Orsi.

Sopra le catacombe restano le mura della basilica, oggi senza tetto, e la cripta di San Marciano, che la tradizione lega al primo vescovo di Siracusa.

Informazioni utili: le catacombe si visitano solo con la guida; sotto la temperatura è fresca anche d’estate.

Castello di Brucoli

Il Castello di Brucoli sorge in fondo alla penisola che chiude il piccolo golfo di Brucoli, frazione di Augusta. Il primo nucleo, una torre quadrata, fu costruito nel Quattrocento da Giovanni Cabastida, funzionario della Camera Reginale, come ricorda un’iscrizione sopra l’ingresso.

Doveva difendere il porto-canale e le riserve di grano dalle incursioni dal mare. Nel Cinquecento, con le nuove difese contro i corsari, la torre venne circondata da una cinta di bastioni.

Cosa c’è vicino: la spiaggia del Castello di Brucoli.