Castello Eurialo Siracusa

Il Castello Eurialo è una delle fortezze greche più grandi e meglio conservate del Mediterraneo. Lo fece costruire il tiranno Dionisio I tra il 402 e il 397 a.C., sulla sella rocciosa che chiude a ovest l’altopiano dell’Epipole, dove si collegavano le mura che proteggevano Siracusa.

La fortezza venne modificata più volte, soprattutto da Agatocle e da Gerone II. Si vedono ancora i fossati scavati nella roccia e una rete di gallerie sotterranee, che permetteva di spostare i soldati da un punto all’altro senza essere visti.

Cosa c’è vicino: il quartiere di Belvedere e, più in basso, il Parco archeologico della Neapolis.

Informazioni utili: il sito è fuori città, nella frazione di Belvedere; conviene arrivarci in auto e controllare gli orari.

Chiesa S. Domenico

La Chiesa di San Domenico è uno dei capolavori di Rosario Gagliardi a Noto. Venne costruita tra il 1703 e il 1727 e si affaccia su piazza XVI Maggio, lungo il corso.

La facciata è curva e ricca di colonne sporgenti, doriche nel primo ordine e ioniche nel secondo. L’interno ha una pianta a croce greca allungata, coperta da cinque cupole decorate.

Cosa c’è vicino: il Teatro comunale Vittorio Emanuele e la Cattedrale di Noto.

La Villa del Tellaro

La Villa Romana del Tellaro si trova in contrada Caddeddi, nella campagna a sud di Noto, vicino al fiume Tellaro. Era una ricca villa del IV secolo d.C., distrutta da un incendio nel secolo successivo; sopra i suoi resti venne poi costruita una masseria. La scoperta risale al 1971, dopo alcuni scavi clandestini, e gli archeologi ci hanno lavorato per oltre vent’anni.

I mosaici sono il motivo della visita. In uno si vede il riscatto del corpo di Ettore: Ulisse, Achille e Diomede, indicati da iscrizioni in greco, pesano il corpo dell’eroe troiano. In un altro ambiente c’è una grande scena di caccia, con una figura femminile che rappresenta l’Africa. Lo stile fa pensare a mosaicisti venuti dal Nord Africa, come quelli della Villa Romana del Casale.

Cosa c’è vicino: la Riserva di Vendicari, a pochi chilometri verso il mare.

Informazioni utili: la villa si visita con biglietto; gli orari sono sul sito del Parco archeologico.

Palazzo Nicolaci

Palazzo Nicolaci di Villadorata è la residenza che i principi Nicolaci costruirono a Noto nel Settecento, durante la ricostruzione della città dopo il terremoto del 1693. Si trova in via Corrado Nicolaci, la strada in salita che dal corso porta alla Chiesa di Montevergine.

È famoso per i balconi della facciata, sorretti da mensoloni in pietra scolpiti con un bestiario fantastico: sirene, leoni, sfingi, ippogrifi, cavalli alati, putti e volti grotteschi. Ogni mensola è diversa dall’altra, e vale la pena guardarle una per una.

All’interno si visitano i saloni di rappresentanza, decorati con affreschi e arredi d’epoca.

Ogni anno, a maggio, via Nicolaci si copre di fiori per l’Infiorata, e il palazzo fa da quinta alla festa.

Cosa c’è vicino: la Cattedrale di Noto e la Chiesa di Santa Chiara, sul corso.

Chiesa San Sebastiano

Il Santuario di San Sebastiano è la chiesa principale della devozione di Melilli. Ogni anno, nella notte tra il 3 e il 4 maggio, arrivano i “nuri”: devoti vestiti di bianco con una fascia rossa, che camminano a piedi scalzi dai paesi vicini fino al santuario.

La festa, “a festa i Maju”, dal 2021 è iscritta nel registro dei beni immateriali della Sicilia.

Informazioni utili: il programma della festa cambia ogni anno; conviene verificarlo prima.

Duomo Catania

La Cattedrale di Sant’Agata domina Piazza Duomo, il cuore di Catania. La prima chiesa venne costruita tra il 1078 e il 1093 per volere del conte Ruggero, sui resti di terme romane. Il terremoto del 1693 la distrusse quasi del tutto: si salvò solo la zona delle absidi, che conserva ancora l’aspetto di una fortezza normanna.

La ricostruzione iniziò nel 1709 e fu guidata dal 1733 da Giovan Battista Vaccarini, l’architetto che ha dato a Catania il suo volto barocco. Sua è la facciata, in cui riutilizzò anche alcune colonne di granito dell’antico teatro romano. Cupola e campanile vennero completati nell’Ottocento.

All’interno, a tre navate, si trovano la cappella di Sant’Agata, patrona della città, e la tomba di Vincenzo Bellini, le cui spoglie tornarono a Catania nel 1876.

Accessibilità: la cattedrale ha rampe d’accesso.

Cosa c’è vicino: al centro della piazza la fontana dell’Elefante, simbolo della città; accanto la Fontana dell’Amenano e la Pescheria.

Riserva Naturale Saline accesso 1

Le Saline di Siracusa fanno parte della Riserva naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa, istituita nel 1984, a sud della città. La riserva protegge il papiro che cresce lungo il fiume Ciane e le zone umide delle vecchie saline.

Le vasche sono un punto di sosta per gli uccelli migratori diretti in Africa: si vedono fenicotteri, aironi, garzette e spatole.

Cosa c’è vicino: la Fonte Ciane.