Riserva naturale Fiumefreddo Catania

La Riserva del fiume Fiumefreddo protegge un piccolo fiume tra Fiumefreddo di Sicilia e il mare, sulla costa ionica sotto l’Etna. È una riserva piccola, di circa 10 ettari.

Il fiume nasce da due gruppi di sorgenti: la Quadara grande, la principale, e il Capo d’acqua, più lontano dal mare. L’acqua è fredda tutto l’anno, da qui il nome, e ospita un habitat di ranuncoli acquatici che nel Centro-Sud Italia si trova solo qui.

Nel Novecento le bonifiche hanno ridotto molto la zona umida; oggi la riserva ne protegge ciò che resta.

Cosa c’è vicino: la spiaggia di Fiumefreddo, alla foce.

Spiaggia San Vito Lo Capo

La spiaggia di San Vito Lo Capo è una delle più famose della Sicilia. È una lunga baia di sabbia chiara, a volte con riflessi rosati, davanti al paese, chiusa alle spalle dal Monte Monaco.

L’acqua resta bassa per molti metri ed è adatta anche ai bambini. La spiaggia è in pieno centro: si arriva a piedi dalle vie del paese, dove si trovano ristoranti, bar e lidi.

Cosa c’è vicino: la Riserva dello Zingaro, a pochi chilometri, con le sue calette raggiungibili a piedi.

Informazioni utili: in agosto la spiaggia è molto affollata; a giugno e settembre il mare è ancora caldo e c’è più spazio.

Spiaggia Scala dei Turchi Realmonte

La Scala dei Turchi è una parete di marna bianca che scende verso il mare a gradoni, sulla costa di Realmonte, a circa 13 chilometri da Agrigento. La pietra è una roccia sedimentaria tenera, che il vento e le onde hanno modellato in terrazze ondulate: con la luce del sole il bianco contrasta con l’azzurro del mare.

Il nome, secondo la tradizione, ricorda i pirati saraceni, chiamati genericamente “turchi”, che trovavano riparo in questo tratto di costa.

La marna è fragile e si consuma con il passaggio delle persone. Per questo dal 2020 non si può più salire sui gradoni, e in alcuni periodi l’accesso al promontorio è stato vietato del tutto. La scogliera si ammira dalla spiaggia sottostante e dai punti panoramici lungo la costa.

Come arrivare: da Agrigento si segue la strada provinciale 68 verso Realmonte; dalla spiaggia di Lido Rossello un sentiero lungo il mare porta ai piedi della scogliera.

Informazioni utili: le regole di accesso cambiano spesso: prima di andare conviene controllarle sul sito del Comune di Realmonte.

Spiaggia Cala Capreria Trapani

Cala Capreria è la prima caletta che si incontra entrando nella Riserva dello Zingaro dall’ingresso sud, vicino a Scopello. Si raggiunge solo a piedi, con un sentiero di circa 800 metri.

È una piccola spiaggia di ciottoli bianchissimi, riparata dagli scogli e dalla vegetazione, con l’acqua limpida tipica di questo tratto di costa.

Cosa c’è vicino: la Tonnara di Scopello e il castello di Castellammare del Golfo.

Informazioni utili: l’ingresso alla riserva è a pagamento; fuori stagione la cala è molto più tranquilla.

Parco Archeologico di Occhiolà Grammichele

Occhiolà era la città che sorgeva sulla collina vicino all’attuale Grammichele. Il terremoto dell’11 gennaio 1693 la rase al suolo, con circa 1.500 vittime secondo le stime.

I sopravvissuti vennero trasferiti poco lontano, nella nuova città a pianta esagonale voluta dal principe Carlo Maria Carafa: Grammichele. Il parco conserva i resti del castello, delle chiese e delle case di Occhiolà, insieme a tracce di età greca.

Cosa c’è vicino: il centro di Grammichele, con la piazza esagonale.

Informazioni utili: il parco ha avuto periodi di chiusura; conviene verificare prima.

Area archeologica di Palikè Mineo

L’area archeologica di Palikè si trova in contrada Rocchicella, nel territorio di Mineo, su uno sperone di basalto sopra la valle del fiume Margi. Qui c’era il santuario dei Palici, gli dei gemelli venerati dai Siculi.

Secondo lo storico Diodoro Siculo, il capo siculo Ducezio fondò accanto al santuario la città di Palikè, nel 453 a.C. Gli scavi hanno riportato alla luce due portici e una sala per i banchetti del V secolo a.C., insieme a tracce di frequentazione molto più antiche. Un piccolo antiquarium espone i reperti.

Cosa c’è vicino: il borgo di Mineo e il paese di Palagonia, a circa un chilometro.

Informazioni utili: l’ingresso è gratuito; orari da verificare.

Area Archeologica Vassallaggi San Cataldo

L’area archeologica di Vassallaggi si stende su cinque piccole colline nel territorio di San Cataldo, vicino a Caltanissetta, a circa 700 metri d’altezza. Fu frequentata già nell’età del bronzo, come mostrano le tombe a grotticella sul secondo colle.

Tra l’VIII e il VII secolo a.C. sorse un villaggio indigeno sul terzo colle. Nel VI secolo a.C. il centro entrò nell’orbita di Agrigento e divenne un avamposto fortificato, con un santuario e necropoli dai ricchi corredi.

Cosa c’è vicino: l’area archeologica di Gibil Gabib.

Informazioni utili: l’area è all’aperto e l’ingresso è libero.

Area Archeologica di Morgantina Aidone

Morgantina è un’antica città sui colli vicino ad Aidone, in provincia di Enna. Il primo abitato sorgeva sulla collina della Cittadella; la città che si visita oggi è quella costruita sul crinale di Serra Orlando dalla metà del V secolo a.C.

Il cuore del sito è l’agorà, divisa in due livelli collegati da una grande scalinata a gradoni, usata anche come luogo per le assemblee. Intorno si vedono il teatro ellenistico del III secolo a.C., i santuari, il granaio pubblico e le case. Dopo la conquista romana del 211 a.C. la città decadde, fino all’abbandono nel I secolo d.C.

Gli scavi americani, iniziati nel 1955, hanno riportato alla luce gran parte della città. I reperti sono nel Museo archeologico di Aidone, dove dal 2011 si trova la Dea di Morgantina, la grande statua restituita dal Getty Museum di Malibu.

Cosa c’è vicino: la Villa romana del Casale di Piazza Armerina.