Agriturismo Siracusa Pozzo di Mazza

L`Agriturismo Pozzo di Mazza si trova a circa 7 km da Siracusa, a sud del porto grande, nella pre-area del parco marino protetto del Plemmirio, sulla strada del barocco, a pochi minuti dalle spiagge dell’Arenella e di Fontane Bianche.

E` ricavato da un caseggiato ottocentesco anticamente destinato alla trasformazione dell`uva, come testimonia il palmento perfettamente conservato. I terreni intorno al caseggiato, ora destinati alla coltura di agrumi ed ortaggi, erano un tempo coltivati a vigna.

Accanto al locale del frantoio troviamo la stanza del grande forno con una forma atipica ed antica che evoca immagini seducenti di vita contadina e di antiche fragranze di pane appena sfornato, focacce imbottite, verdure arrostite.

Gli edifici sono circondati da un grande giardino dal quale si accede direttamente in quasi tutte le stanze che sono quiete, spaziose, arredate con gusto e semplicità, in sintonia con l’affascinante atmosfera dell’insieme e tutte dotate di servizi privati, climatizzazione, frigo e phon.
Nel giardino vi è una grande piscina.

Museo del Risorgimento Palermo

Il Museo del Risorgimento di Palermo si trova in una parte dell’ex convento di San Domenico, accanto alla Chiesa di San Domenico, in piazza San Domenico.

Le collezioni raccontano soprattutto la rivoluzione siciliana del 1848 e le fasi della spedizione dei Mille in Sicilia, con documenti e cimeli dell’epoca.

Cosa c’è vicino: la Chiesa di San Domenico e la Vucciria.

Informazioni utili: l’ingresso è a pagamento; orari da verificare.

Chiesa di San Domenico Palermo

La Chiesa di San Domenico domina l’omonima piazza, nel quartiere della Loggia. La chiesa attuale venne costruita a partire dal 1640, con una grande facciata barocca tra due campanili, ed è affidata all’ordine domenicano.

Dall’Ottocento è il pantheon dei siciliani illustri: vi riposano scrittori, artisti, politici e giuristi che hanno segnato la storia dell’isola, tra cui Francesco Crispi. Dal 2015 vi si trova anche la tomba del giudice Giovanni Falcone, ucciso dalla mafia nel 1992, trasferita qui dal cimitero di Sant’Orsola.

Accanto alla chiesa si visita il chiostro dei Domenicani.

Cosa c’è vicino: la Vucciria e l’Oratorio di Santa Cita.

Oratorio di Santa Cita Palermo

L’Oratorio del Rosario in Santa Cita è uno dei capolavori di Giacomo Serpotta, il maestro palermitano dello stucco. Tra il 1685 e il 1718 Serpotta ne coprì le pareti di decorazioni bianche: putti, figure allegoriche, panneggi e piccoli teatri in miniatura con i misteri del Rosario.

La parete d’ingresso è dominata da un grande rilievo con la Battaglia di Lepanto del 1571, la vittoria della flotta cristiana su quella ottomana, che la Chiesa legò alla devozione alla Madonna del Rosario. Sotto la scena, due figure di giovani con un elmo crociato e un turbante sono state spesso lette come un richiamo al prezzo umano della guerra.

L’oratorio fa parte del circuito “Tesori della Loggia”, insieme ad altre chiese e oratori del quartiere.

Cosa c’è vicino: la Vucciria e la chiesa di San Domenico.

Museo Archeologico Regionale Palermo

Il Museo archeologico regionale Antonino Salinas è il più importante museo archeologico di Palermo. Occupa il seicentesco complesso dei Padri Filippini all’Olivella, con i suoi chiostri, e porta il nome dell’archeologo che lo diresse nell’Ottocento.

Dopo sette anni di lavori ha riaperto nel 2016 con un nuovo percorso di oltre 2.000 opere e reperti. I pezzi più famosi arrivano da Selinunte: le metope dei templi, lastre scolpite con scene del mito greco, e il grande gorgoneion che decorava il frontone del Tempio C. Nel cortile si vedono anche le grondaie a teste di leone del tempio di Himera.

Cosa c’è vicino: il Teatro Massimo, a pochi minuti a piedi.

Informazioni utili: orari e biglietti sono sul sito della Regione Siciliana; alcune sale possono essere chiuse per allestimenti.

Chiesa di S. Ignazio all'Olivella Palermo

La Chiesa di Sant’Ignazio all’Olivella si trova nel quartiere della Loggia, accanto al Museo archeologico Salinas, che occupa l’antica casa dei padri. Venne iniziata nel 1598 dalla Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, inaugurata nel 1622 e consacrata nel 1711.

Accanto alla chiesa sorge l’Oratorio di San Filippo Neri, un edificio barocco separato, attribuito a Venanzio Marvuglia e datato 1769. I Padri Filippini curano ancora oggi il complesso. Secondo la tradizione il quartiere dell’Olivella è quello dove nacque Santa Rosalia.

Cosa c’è vicino: il Museo Salinas e il Teatro Massimo.

Chiesa di Sant'Agostino Palermo

La Chiesa di Sant’Agostino, chiamata dai palermitani anche chiesa di Santa Rita, sorge nel quartiere del Capo, vicino al mercato. Venne costruita con il sostegno delle potenti famiglie Chiaramonte e Sclafani; la facciata, dei primi del Trecento, ha un portale gotico e un prezioso rosone. Il portale laterale è attribuito alla bottega dei Gagini.

L’interno è barocco: nel Settecento Giacomo Serpotta e la sua scuola lo decorarono con stucchi bianchi. Tra le figure si può cercare la piccola serpe, la “firma” dello scultore. Accanto alla chiesa si visita il chiostro, con capitelli del Trecento e bifore.

Cosa c’è vicino: il mercato del Capo e il Teatro Massimo.

Fontana Pretoria Palermo

La Fontana Pretoria riempie quasi tutta piazza Pretoria, davanti al Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo. È una grande fontana rinascimentale in marmo, con vasche su più livelli, scalinate, statue di divinità, mostri marini e teste di animali.

Non nacque per Palermo. La scolpì a Firenze, nel 1554, Francesco Camilliani per il giardino di una villa della famiglia Toledo. Pochi anni dopo i proprietari, pieni di debiti, la vendettero al Senato di Palermo: arrivò in Sicilia nel 1574, smontata in centinaia di pezzi, e venne rimontata nella piazza sotto la guida di Camillo Camilliani, figlio dello scultore.

I palermitani la chiamano “fontana della vergogna” per le tante statue nude, che all’epoca fecero scandalo; secondo altri il nome ricorda la somma altissima pagata per comprarla.

Cosa c’è vicino: i Quattro Canti, a pochi passi, e la chiesa di Santa Caterina, che si affaccia sulla stessa piazza.

Teatro Massimo Palermo

Il Teatro Massimo Vittorio Emanuele è il più grande teatro d’opera d’Italia e uno dei più grandi d’Europa. Domina piazza Verdi con la sua facciata neoclassica, la grande scalinata con i leoni e la cupola.

Lo progettò Giovan Battista Filippo Basile; dopo la sua morte i lavori furono completati dal figlio Ernesto. Il teatro venne inaugurato il 16 maggio 1897 con il Falstaff di Giuseppe Verdi. Dopo una lunga chiusura per restauri, ha riaperto nel 1997, esattamente cento anni dopo.

All’interno, la sala a ferro di cavallo è circondata da palchi su più ordini; con la visita guidata si vedono anche la Sala Pompeiana e il palco reale.

Cosa c’è vicino: via Maqueda e via Ruggero Settimo, le strade dello shopping, e il Teatro Politeama.

Informazioni utili: le visite guidate si fanno quasi tutti i giorni, al di fuori delle prove e degli spettacoli.

Teatro Politeama Palermo

Il Teatro Politeama Garibaldi si affaccia su piazza Ruggero Settimo, nel cuore della Palermo dell’Ottocento. Lo progettò l’architetto Giuseppe Damiani Almeyda, e venne pensato come teatro “popolare”, per spettacoli diversi dall’opera del vicino Teatro Massimo: operette, feste, perfino spettacoli equestri.

La facciata ricorda un arco di trionfo romano, con colonne, decorazioni in stile pompeiano e, in cima, la grande quadriga in bronzo con il carro di Apollo. Ai lati dell’ingresso ci sono gruppi di cavalli in bronzo.

Oggi il Politeama è la sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e ospita concerti durante tutto l’anno.

Cosa c’è vicino: via Ruggero Settimo e via Libertà, le strade dello shopping, e il Teatro Massimo.

Informazioni utili: in alcuni periodi il teatro organizza visite guidate.