Teatro Biondo Palermo

Il Teatro Biondo si trova in via Roma, nel centro di Palermo. Lo vollero i fratelli Biondo, editori palermitani, e venne costruito tra il 1899 e il 1903 su progetto dell’architetto Nicolò Mineo. Fu inaugurato il 15 ottobre 1903 dalla compagnia di Ermete Novelli.

Oggi è la sede del Teatro Stabile di Palermo, con la sua stagione di prosa.

Cosa c’è vicino: la Vucciria e la Chiesa di San Domenico.

Cantieri Culturali alla Zisa Palermo

I Cantieri Culturali alla Zisa sono il grande centro di arte e cultura contemporanea di Palermo, accanto al palazzo della Zisa. Occupano i capannoni dell’ex mobilificio Ducrot, una delle industrie del mobile più importanti d’Italia all’inizio del Novecento, che lavorava anche con l’architetto Ernesto Basile.

Dismessa la fabbrica, gli edifici sono stati recuperati e trasformati in spazi per mostre, teatro, cinema, musica, scuole e associazioni culturali. Tra questi c’è lo ZAC, il padiglione dedicato all’arte contemporanea. Nel 2023 il Comune ha intitolato ufficialmente il complesso a Vittorio Ducrot.

Informazioni utili: il programma degli eventi cambia di continuo; conviene consultarlo prima della visita.

Albergo delle Povere Palermo

L’Albergo delle Povere si trova in corso Calatafimi, a Palermo.

Tra i luoghi descritti su TouristMap, il più vicino è La Cuba, a circa 360 metri.

Cosa c’è vicino: La Cuba (360 m), Catacombe dei Cappuccini di Palermo (620 m), Cappella Palatina di Palermo (680 m) e Palazzo dei Normanni (710 m).

Informazioni utili: oggi l’edificio può avere un uso diverso da quello di un tempo e gli interni non sono sempre aperti: verifica sul posto o con il Comune.

Museo Fondazione Mormino Palermo

Villa Zito si trova in viale della Libertà, a Palermo. Negli anni Venti del Novecento la comprò il Banco di Sicilia, e il direttore generale Ignazio Mormino vi raccolse una collezione di archeologia e arte siciliana: era il Museo Mormino.

Nel 2015 le collezioni archeologiche sono state spostate a Palazzo Branciforte, nel centro storico. Villa Zito è oggi una sede espositiva della Fondazione Sicilia, che ospita mostre.

Cosa c’è vicino: viale della Libertà e il Teatro Politeama.

Informazioni utili: prima della visita conviene verificare quali collezioni sono esposte e dove.

Mercato delle Pulci Palermo

Il Mercato delle Pulci è il mercato dell’antiquariato e dell’usato di Palermo. Si trova tra piazza Peranni e piazza del Papireto, a pochi passi dalla Cattedrale, con le bancarelle in lamiera sotto alberi secolari.

Nacque nel 1949, quando i rigattieri cominciarono a vendere mobili e oggetti recuperati dai palazzi nobiliari della città. Oggi è una specie di museo a cielo aperto di arredi e oggetti siciliani e italiani.

Cosa c’è vicino: la Cattedrale e il Palazzo dei Normanni.

Informazioni utili: gli orari cambiano tra giorni feriali e festivi; conviene verificarli.

Ballarò Palermo

Ballarò è uno dei mercati storici di Palermo, nel quartiere dell’Albergheria, tra Corso Tukory e piazza Casa Professa. Le sue origini risalgono, secondo gli storici, al periodo arabo, e ancora oggi ricorda un suk: vicoli stretti, tende colorate e banchi uno accanto all’altro.

Si vendono frutta e verdura di stagione, pesce, carne, spezie, formaggi e prodotti di ogni tipo. I venditori richiamano i clienti con le “abbanniate”, richiami cantilenati che lodano la qualità e il prezzo della merce.

Ballarò è anche uno dei posti migliori per assaggiare il cibo di strada palermitano: panelle, crocchè, arancine, sfincione, pane con la milza.

Cosa c’è vicino: la Chiesa del Gesù di Casa Professa e il Palazzo dei Normanni.

Informazioni utili: il mercato è più vivace la mattina.

Vucciria - Palermo

La Vucciria è il mercato più celebre della tradizione palermitana, intorno a piazza Caracciolo, tra via Roma e il porto della Cala. Il nome viene dal francese boucherie, macelleria, e in siciliano è diventato sinonimo di confusione, di rumore allegro.

Nel 1974 il pittore Renato Guttuso le dedicò un grande quadro, “La Vucciria”, che ritrae i banchi stracolmi di pesce, carne, frutta e verdura: oggi è esposto a Palazzo Steri, sede del rettorato dell’Università di Palermo.

Il mercato di un tempo si è ridotto, e la Vucciria è cambiata: oggi, soprattutto la sera, è uno dei punti di ritrovo della vita notturna del centro storico, con bancarelle di cibo di strada, griglie e locali.

Cosa c’è vicino: la chiesa di San Domenico e la Fontana Pretoria, a pochi minuti a piedi.

Chiesa del Gesù Palermo

La Chiesa del Gesù, chiamata anche di Casa Professa, è la chiesa che i Gesuiti costruirono a Palermo accanto alla loro casa, a partire dalla seconda metà del Cinquecento. Si trova nel quartiere dell’Albergheria, a pochi passi dal mercato di Ballarò.

L’interno è uno degli esempi più completi del barocco siciliano. Le pareti sono interamente coperte di marmi mischi, intarsi di marmi colorati che compongono fiori, foglie, animali e figure, aggiunti soprattutto nella seconda metà del Seicento. Completano la decorazione gli stucchi e gli affreschi.

Il 9 maggio 1943 un bombardamento colpì la chiesa e fece crollare la cupola, distruggendo gran parte del presbiterio. Il lungo restauro ha restituito l’interno com’era.

Cosa c’è vicino: il mercato di Ballarò e il Palazzo dei Normanni.

Museo Diocesano Palermo

Il Museo Diocesano di Palermo occupa alcune sale del Palazzo Arcivescovile, di fronte alla Cattedrale. Venne fondato nel 1927 dal cardinale Alessandro Lualdi, arcivescovo di Palermo.

Le collezioni vanno dalle opere di età normanna e sveva a quelle del Quattro e Cinquecento, fino al Settecento. Tra i pezzi più noti ci sono due allegorie in stucco di Giacomo Serpotta, la Fede e la Clemenza, del 1728-1729.

Cosa c’è vicino: la Cattedrale, il Palazzo dei Normanni e il Mercato delle Pulci.

Palazzo Abatellis Palermo

Palazzo Abatellis è un palazzo del Quattrocento in stile gotico-catalano, nel quartiere della Kalsa. Danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, venne restaurato negli anni Cinquanta dall’architetto Carlo Scarpa, che disegnò anche l’allestimento della Galleria regionale della Sicilia, ospitata al suo interno.

Due opere bastano a giustificare la visita. Il Trionfo della Morte è un grande affresco del Quattrocento, di autore sconosciuto, staccato da Palazzo Sclafani e portato qui nel 1954: la Morte, a cavallo di uno scheletro di cavallo, colpisce con le frecce nobili, prelati e giovani in festa. L’Annunziata di Antonello da Messina è un piccolo dipinto, considerato una delle icone del Rinascimento: una giovane donna, con il manto azzurro, alza la mano verso chi guarda.

Cosa c’è vicino: l’Oratorio di Santa Cita e la Kalsa.